La nostra storia

Il Wado Kai Karate Brescia nasce nel settembre del 1987 in via Zanardelli nel quartiere Stocchetta, Brescia, dove apre la prima palestra.

 

WADO RYU

 

“La Via delle Arti Marziali non è una cosa ordinaria. È desiderare la Pace e conoscere l'Armonia”

“Quando pratichi il Wado-ryu come arte marziale, non significa solo impegnarti; ma anche impegnare te stesso ad un certo modo di vivere; che include allenamento agli ostacoli della vita e trovare la via per un'esistenza ricca di significati per tutto il tempo che ti è concesso su questa terra. Attraverso questo modo di vivere potrai raggiungere il Wa e vivere la pienezza della vita. Bisogna trovare il Wa attraverso l'allenamento, una volta entrato nel Wa, tu troverai molte altre vie per crescere e migliorare il tuo modo di vivere. Ti aiuterà a migliorare in tutti i settori della tua vita.”

Soke Hironori Ohtsuka

Lo stile WADO RYU

 

Il “Wado” nasce ufficialmente nel maggio del 1934, quando il Maestro Hironori Ohtsuka registra il suo stile di Karate, chiamato “Wado Ryu” (Via della Pace).

Tuttavia, il Wado Ryu affonda le sue radici nello studio del Maestro Ohtsuka in tutte le Arti Marziali; le tecniche del “Wado” risultano essere la combinazione tra le innovazioni da lui apportate ed i movimenti studiati nei preesistenti stili. In particolare, il Karate Wado Ryu è una sintesi dello Shindo Yoshin Ryu Jujitsu, uno stile di Jujitsu specializzato negli “atemi” (percosse) di cui il M° Ohtsuka era esperto, il Ryukyu Kenpo To-Te-Jutsu, nonché dello stile Shotokan studiato per alcuni anni con Gikin Funakoshi Sensei, fondatore di quest’ultimo stile.

Il Karate Wado Ryu è pertanto un’Arte Marziale di origine giapponese, che reinterpreta l’antica tradizione del Budo (Via del guerriero). In parole più semplici è un metodo di combattimento a mani nude che basa la propria efficacia sul contrattacco, nello schivare l’attacco avversario andandovi incontro. Le posizioni sono pertanto naturali e comode; si fa un uso specifico delle anche per aumentare l’esplosività ed efficacia delle tecniche.

Oltre ad un ampio utilizzo delle percosse (atemi) lo stile Wado, per la sua marcata derivazione dal jujitsu sui cui si è strutturato, dà ampio risalto all’uso delle proiezioni (Nage-waza) ed alle leve articolari (kansetsu waza). Caratteristica principale dello stile Wado Ryu è la schivata (Nagashi) con spostamenti laterali (Tai sabaki) rispetto alla linea d’attacco dell’avversario, per effettuare le azioni di difesa e contrattacco in un solo tempo (sen no sen).

Il Maestro Ohtsuka ha efficacemente introdotto nello stile Wado il principio di “cedevolezza/flessibilità” (ju) caratteristico del jujitsu, rifiutando il contrasto di forza con l’avversario e utilizzando le linee di minor sforzo o di evasione (nagashi), unendole al principio di circolarità delle tecniche di Aikido.

L’essenza del pensiero del fondatore dello stile si estrinseca nei Kihon Kumite (tecniche codificate eseguite con l’avversario), vale a dire una combinazione sofisticata di difesa (schivata o parata) e contrattacco (percossa, sbilanciamento o proiezione) in un solo gesto tecnico, che mette in pratica in modo esemplare il principio dell’essenzialità marziale “sei ryoku zen yo” (massimo risultato con il minimo sforzo).

Per queste caratteristiche il Karate Wado Ryu è adatto a tutti, donne, adulti e bambini. Pur essendo un’arte da combattimento, tutti possono allenarsi in quanto la pratica del Wado Ryu si fonda su principi di autocontrollo e disciplina.

I principi WADO RYU

Il Meastro Otsuka elaborò una serie di principi dinamici e di combattimento derivati dalla sua esperienza nel Jujitsu che fanno del Wadoryu un eccellente sistema di difesa personale. Questi principi possono essere riassunti in vari punti chiave:

1. Principio della flessibilità (Ju) attraverso tecniche di evasione e schivata

2. Principio del "sei ryoku zen‘ yo" (massimo risultato con il minimo sforzo)

3. Principio del ritorno dopo una tecnica di pugno (ikite) e di calcio (ikiashi)

4. Principio del Gosen-no-sen: nello stesso momento in cui si blocca l'attacco dell'avversario si contrattacca

5. Principio del Sensen-no-te: anticipare l’attacco dell’avversario prima che avanzi per compierlo.

Principi del movimento:

1. Nagasu (lasciar correre, rapidità dell'acqua)

2. Inasu (schivare, scivolare come una goccia di rugiada)

3. Noru (avvolgere)

4. Principio dello spostamento rapido con posizioni raccolte

5. Principio di circolarità dell'Aikido

Kumite

• 10 Ippon Kumite

• 12 Sanbon Kumite (codificati dal maestro Tatsuo Suzuki ma ormai parte integrante del metodo)

• 8 Ohyo Kumite (codificati dal maestro Tatsuo Suzuki ma ormai parte integrante della didattica Wadoryu)

• 10 Kihon Kumite

• 2 Nihon Kumite

Alla pratica superiore appartengono:

• 10 Tanto Dori (difesa da coltello. Essendo di tradizione dell'Aikido, il maestro Otsuka era solito dimostrarli indossando l'hakama)

• 5 Tachi Dori (difesa da spada)

• 5 Idori (tecniche di difesa in seiza)

Kata

Cinture

I gradi nel Wadoryu sono conformi alla gerarchia delle cinture, che prende il nome di Kyudan. Questa divisione separa gli allievi dai maestri.

Cinture Allievi:

• cintura bianca

• cintura gialla

• cintura arancione

• cintura verde

• cintura blu

• cintura marrone

Cinture Nere:

• I dan

• II dan

• III dan

• IV dan

• V dan

• VI dan

• VI - X dan sono atti di riconoscenza e "premiazione" conferiti dalla federazione o dal Maestro responsabile della federazione per meriti pedagogici o sportivi.